Cucina locale

La cucina locale è rappresentata da piatti tipicamente “poveri” – nati dalla cultura contadina locale – ma ciò nondimeno estremamente raffinati. Tra le specialità più note, è doveroso segnalare: l’olio extravergine DOP di Lucca, l’ottimo ventaglio di vini bianchi e rossi di Montecarlo e delle Colline lucchesi DOC e IGT, il farro IGP e la farina di castagne DOP della Garfagnana, i salumi di Gombitelli, il pane di Altopascio.

 

La tradizione olivicola lucchese è una delle più pregiate al mondo sin dall’antichità, nonché una delle più preziose per l’intera provincia: un prestigio ufficializzato nel 2004 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta all’olio extravergine “Lucca”, prodotto in aree specifiche della provincia.

Le sue olive appartengono fino al 90% alla varietà “Frantoio” e fino al 20% a quella “Leccino” (oltre che, in misura minore, ad altre locali) e danno vita a un prodotto dall’aroma estremamente pregevole. Innanzitutto per le sue proprietà organolettiche: l’olio di Lucca si caratterizza infatti per il sapore fruttato di oliva, intensamente dolce e vagamente piccante, e per il colore giallo dorato con riflessi verdi.

I vini delle Colline Lucchesi (DOC dal 1968 per i rossi, dal 1985 per i bianchi) appartengono a una tradizione vinicola antichissima, precedente all’anno Mille. Essendo oltretutto coltivati in territori naturali assolutamente spettacolari, non deve sorprendere la volontà di far conoscere questi prodotti, in abbinamento ai loro paesaggi originari, attraverso appositi itinerari turistici – la cosiddetta Strada del vino e dell’olio di Lucca – che attraversano Lucca, Capannori, Porcari, Montecarlo e Altopascio.

Farina di neccio della Garfagnana

Prodotto DOP della Garfagnana e della Media Valle del Serchio, la farina di castagne nasce da una delle colture più antiche di Lucca, già avviata nel 1400. Utilizzata un tempo dalle classi umili, è oggi amatissima per la sua consistenza fine, il profumo di castagne e il sapore dolce, con un retrogusto amarognolo appena accennato.

Farro della Garfagnana

Padre di tutti i frumenti, il farro è da sempre coltivato nei luoghi della Garfagnana, tanto che dal 1996 le sue proprietà uniche (nonché dietetiche) sono state certificate dall’Unione Europea con il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. Ancora oggi viene brillato negli antichi mulini a pietra dell’area.

 

Pappa al pomodoro

Ingredienti: 2 barattoli di pomodori pelati – 3 o 4 spicchi di aglio – nepitella – olio di oliva – sale – pepe – pane toscano o similare del giorno prima – brodo

Rosolare l’aglio in olio di oliva con nepitella in pentola. Aggiungere i pomodori pelati e cuocere per qualche minuto. Nel frattempo tagliate il pane a dadini. Mettete il pane nella pentola e aggiungete il brodo fino a ricoprire il tutto. Lasciate cuocere per 40 minuti e aggiustate di sale e pepe quasi alla fine della cottura. Potete aggiungere anche basilico fresco.

 

Il fagiolo di Sorana, tenero e delicato, ha una buccia sottile e liscia che dopo una cottura adeguata si fonde completamente con la polpa. A renderlo un cibo particolarmente ricercato, oltre alle proprietà organolettiche, sono le sue caratteristiche di facile digeribilità. Il terreno su cui viene coltivato il fagiolo di Sorana è ricco di sabbia e ghiaia e copre alcuni ettari lungo il torrente Pescia.

Si tratta del “ghiareto”, suolo di natura alluvionale sito sul margine sinistro del corso d’acqua, costituito da alcune lingue di terra in cui vengono piantati i sostegni per il rampicante.

 

La cialda

è una specialità che risale al periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale; questo tipico prodotto montecatinese nasce da un’antica ricetta. Dalla miscela di farina, miele, mandorle tostate, zucchero e vaniglia, prende forma la cialda, biscotto famoso per la sua armonia di gusti e fiabilità.La sua creazione ebbe, ed ha ancora oggi, un successo irripetibile.

 

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